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Caro Babbo Natale


Caro Babbo Natale,

sono tantissimi  anni che ti mando la mia lettera. Credo che accada da quando ho imparato a tenere in mano un pastello. Nelle mie letterine di bimba sognatrice  ti raccontavo, emozionata,  i miei sogni, le mie senzazioni, le mie passioni come se volessi, anche io, regalare a te i miei preziosi segreti in cambio dei tuoi doni. Mi ricordo l’emozione che provavo nello stendere la mia missiva, che proteggevo con la mano, quasi per nasconderla da occhi indiscreti perché solo a te e al mio diario, chiuso dal lucchetto, io volevo raccontare i miei segreti.

Sono sempre stata una bambina molto allegra e dotata di una grandissima fantasia… Quanti Natali sono salita con te sulla slitta e Oh Oh Oh via per la notte stellata a portare un sorriso ai bimbi del mondo. Le renne le conoscevo tutte per nome…e anche la cometa che segnava la grotta.

Ma la cosa bella è che ho sempre continuato e   continuo a scriverti, anche ora che sono  “grande”, perché io ci credo davvero e non mi è neanche mai sfiorata l’idea di mettere in dubbio che Babbo Natale esiste.  La sera di Natale, quasi quasi,  sento nell’aria la melodia degli scampanellii che accompagna il tuo veloce viaggiare per il globo terracqueo ad esaudire le richieste di piccini e grandi di tutto il mondo.

E come si fa a non credere a un uomo così buono e rassicurante? Infatti io ci credo.

Le mie lettere si fanno ogni anno più impegnative perché i “doni” che ti chiedo non sono oggetti ma valori, sentimenti e cose belle per il mondo e per le persone a cui voglio bene.

E’ un momento storico nel  quale faticano, spesso, le parole  ad uscire per dire qualcosa perché i fatti quotidiani sono così eccessivi e estremi che la sola voce che riesce a uscire è il silenzio.

Natale e Fine Anno sono periodi di bilanci dell’anno trascorso e un po’ il punto della vita fino a questo momento. Mi viene un nodo alla gola e la tristezza mi prende per tutte quelle cose che vorrei, che mi mancano, che … che…che…  poi un colpo di spugna pulisce la mia malinconia e sorrido. Sono una persona fortunata per mille piccoli motivi e non solo, anche per qualcuno  più grande. In questi giorni particolari dove tutto è esagerato mi metto a pensare, a riflettere, a ripensare ai consigli, ai dialoghi, ai momenti no a quelli si… boh mi piace  mettermi in difficoltà,  mettermi alla prova per vedere a che punto del cammino della vita sono … strada da fare ce n’è sempre tanta e motivi per migliorare ancora di più.

I pensieri si mettono in fila come le carte di una mano  a Scala e aspettano di essere svelati.

E Caro Babbo Natale mi accade come la prima volta che andai a Lourdes che al bagno battesimale nel Gave, imbarazzata, infreddolita, spostavo il mio sguardo sempre più inumidito e emozionato a destra e a sinistra e  non riuscivo a chiedere nulla per me, volevo solo ringraziare; anche se ero andata lì arrabbiata e piena di dolore per la perdita di una persona a me cara, non sono riuscita a dire nient’altro che Grazie.

Anche ora, Caro Babbo Natale,  che ti scrivo penso a quei miei 2/3 piccoli desideri  che  timidamente provo a mettere nella lista prima delle altre cose importanti che le carte del mazzo spingono per far uscire.

Li ho posti, quasi furtivamente,  nei primi tre posti e poi al quarto  lascio la mano a una carta molto pesante che è quella di questa società … società che a volte mi trova emotivamente impreparata a vivere il suo cinismo.

Ho pensato di scriverti perché, in questo mondo popolato di tante cose tristi e negative, il Natale è  e rimane una festa magica.

Sì!

La gioia che esprime va oltre i drammi della vita. Anche la povertà, la miseria più estrema, a Natale, sembrano vivere l’illusione di un attimo di dignità.

Sembra che il mondo improvvisamente si accorga che tutte le persone hanno il diritto, anche se solo per un giorno,  di essere felici.

In questi giorni di sentimenti estremi che hanno il bisogno di essere espressi c’è una sorta di tregua delle cose brutte. Da sempre ci dicono a Natale bisogna essere tutti più buoni forse proprio perché è giusto che ci sia per tutti un time-out dalle difficoltà, dalle amarezze, dalle tristezze.

Il Natale è quella bacchetta magica che, per qualche giorno, scuote le coscienze, riaccende i cuori, rimette in gioco la speranza, è il momento della bontà. E’ anche una sorta di bilancio personale dell’anno trascorso che diventa  l’occasione di dire grazie a chi vuoi bene con un piccolo pensiero o gesto.

In questo mese dove le piazze, le vie, le case, i balconi, i cespugli, gli alberi si vestono di luci con l’abito migliore di tutto l’anno, tutto ci  porta a riflettere sui valori, sui sentimenti.

Forse davanti a certi fatti di cronaca ci sorge spesso la domanda ma valori e sentimenti esistono ancora in questa società distratta, veloce ?

Io spero e credo che  siano ancora la benzina che muove le azioni e le scelte della società e non solo parole usate per darsi un tono, per essere a la page.

Eppure se apriamo  un giornale, se ascoltiamo  il TG non sempre sembra che siano i valori buoni a trionfare in questa società.

Anche  questo non sarà un Natale facile credo  e avrai davvero tanto tanto da fare.

Sarà, di nuovo un Natale, di gente che non sorride, di persone arrabbiate, di povertà diffusa, di truffe,  di una politica che si è dimenticata della gente.

Vorrei chiedervi tante tante cose per questo mondo: ritrovare l’armonia di vivere, l’equilibrio perduto, il rispetto di persone e ambiente, il tempo di dare e di amare, lasciare il tempo a chi è caduto per qualche motivo di rialzarsi senza bollarlo, sarebbe bello che  i valori sociali e la solidarietà tornassero a essere vissuti e non solo ostentati.  Vorrei che una coppia che si ama potesse pensare ad avere dei figli con una prospettiva serena di futuro; vorrei che  si potesse tornare a parlare ai giovani con il linguaggio dell’onestà, della lealtà; vorrei che gli imprenditori e i commercianti tornassero a sorridere e a dormire la notte; vorrei che gli anziani, i diversamente abili e gli ammalati non fossero considerati solo come un costo che ricade nella società ma come esseri umani fragili di cui prendersi cura; vorrei potermi muovere per le città, i paesi, le campagne senza aver paura.

Lo so, Babbo Natale ti chiedo davvero tanto, troppo che forse nemmeno una bacchetta magica delle più potenti uscite dalla scuola di Hogwarts potrebbe regalarmi.

Io ci provo, non si sa mai, magari accade quella magia che ti ho chiesto e questo mondo, che si è perso e che sta  vivendo momenti non facili si ritrova.

Il Natale risveglia il desiderio di serenità. Ci fa apprezzare la bellezza di quel bambino nato al freddo in una mangiatoia, di  quella meravigliosa mamma che dal primo vagito l’ha amato con un amore immenso e forse ritrovare il filo del nostro cammino.

 

Lo so, Babbo Natale, te la starai  ridendo a crepapelle, insieme a molti di voi che state leggendo la mia lettera perché è la lettera di una folle idealista che crede che i valori e i sentimenti abbiano un grande potere e che li vive al massimo. O   ancora meglio che crede nelle persone che hanno il coraggio di mettersi in gioco, di cambiare e di lottare se ne vale la pena.

Che dici si può fare?

o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai.

Buon Natale!

Alberta Bellussi

1 Comment

tiziana pavanetto
Reply 9 Maggio 2018

Preziosa donna!!! Grazie.... é stato bello rivedersi in questo scritto in tutte le sue parole. Dolce anima buona vita!

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